Ucraina

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Una colletta voluta dal Papa con l'Obolo di San Pietro per aiutare il Paese duramente colpito dalla guerra civile
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Con il Progetto “Papa per l’Ucraina”, avviato nel giugno 2016, Papa Francesco ha voluto mostrare il suo affetto e la sua solidarietà a tutto il popolo ucraino e in particolare a quanti soffrono per il protrarsi delle condizioni drammatiche causate dalla guerra, senza alcuna distinzione di religione, confessione o appartenenza etnica.

L’azione, affidata alla vigilanza del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, è stata realizzata in loco – attraverso la costante collaborazione della Nunziatura Apostolica – da un comitato tecnico situato a Zhaporizhia per il primo anno, e dal segretariato tecnico basato a Kiev per l’anno successivo, che per tutto il tempo hanno operato di concerto con gli organismi di carità della Chiesa e con le organizzazioni internazionali appositamente incaricate.

Il 3 aprile 2016, nella domenica dedicata alla Divina Misericordia, Papa Francesco ha chiesto a tutte le chiese cattoliche d'Europa di promuovere una colletta per aiutare il popolo ucraino, duramente colpito dalla guerra civile. L'iniziativa si è tenuta domenica 24 aprile in tutte le diocesi.

Nell’arco di due anni, grazie a questo progetto, sono stati raccolti 16 milioni di euro - frutto della colletta realizzata in tutte le diocesi d’Europa e della donazione personale del Santo Padre - e  raggiunti circa 900 mila beneficiari, lungo tutta l’area delle operazioni militari e nei territori limitrofi, così come nelle aree con maggiore presenza di migranti (KharkivDnipropetrovsk, Zaporizhia, la regione e la città di Kiev).

Il Papa ha versato personalmente i Fondi destinati ad aiutare coloro che soffrono, in particolare anziani e bambini, le fasce più colpite dal conflitto, senza distinzione tra ortodossi e greco cattolici. 

"Questo gesto di carità – come spiegato dal Santo Padre nel Regina Coeli – oltre ad alleviare le sofferenze materiali vuole esprimere la vicinanza e la solidarietà mia personale e dell'intera Chiesa" con l'auspicio "che esso possa aiutare a promuovere senza ulteriori indugi la pace e il rispetto del diritto in quella terra tanto provata".

I fondi sono stati impiegati, in particolare, in progetti di emergenza nei seguenti settori:

- preparazione per l’inverno, che nel Paese raggiunge spesso temperature vicino ai -25 °C (installazione di caldaie presso abitazioni private e famiglie; fornitura di coperture e abiti invernali; riparazione o rinnovamento di case, strutture educative e sanitarie) con più di 6 milioni di euro in favore di oltre 107 mila beneficiari;

salute (fornitura di medicinali, organizzazione di cliniche mobili, acquisto di apparecchiature medico-farmaceutiche): 2 milioni e mezzo di euro per oltre 400 mila beneficiari;

alimentazione e igiene (cibi a lunga scadenza e prodotti sanitari, alimenti per l’infanzia e pasti caldi per i poveri, prodotti per l’igiene di neonati e donne in gravidanza) con quasi 6 milioni di euro in favore di 319 mila persone;

supporto psico-sociale per disturbi da stress post-traumatico (attività in strutture di riabilitazione, ristrutturazione di centri psicologici, assistenza psicologica a bambini e adulti) utilizzando più di 1 milione di euro per circa 15 mila beneficiari.

Ulteriori informazioni qui.

 

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